Regio IX Circus Flaminius Area Sacra di largo Argentina

Il nome Argentina deriva dalla torre del palazzo di via del Sudario di proprietà di Burcardo, alto prelato della Santa Sede, che era nato a Strasburgo (Argentoratumin latino) il cui nominativo era Johannes Burckardt che venne italianizzato in Giovanni Burcardo;  amava firmarsi Argentinuse ed   aveva acquistato (1445 circa) un terreno nella zona, sui resti del Teatro di Pompeo, e, fatto demolire gli edifici preesistenti medioevali, vi aveva fatto costruire il proprio palazzo, detto appunto Casa del Burcardo. L’area venne alla luce nel corso di lavori edilizi iniziati nel 1926. I lavori furono interrotti e si era incerti se salvare i templi o demolirli per proseguire la costruzione dell’edificio. Giuseppe Marchetti Longhi, autore dei primi scavi, ottenne l'intercessione di Mussolini per salvare le rovine al disotto di un caseggiato medievale demolito. Gli ultimi scavi della Sovrintendenza Capitolina (2011, 2013), hanno confermato lo stretto legame tra i culti e la presenza d'acqua, e le conseguenti opere di raccolta, di canalizzazione e di contenimento.  L’area viene definita “area Sacra” in quanto in essa sono i resti cospicui e assai interessanti di quattro templi d'età repubblicana. Il lastricato di travertino della piazza appartiene a un radicale intervento di Domiziano conseguente l'incendio che nell'80 d.C. devastò il Campo Marzio meridionale. Una totale trasformazione edilizia della zona si ebbe invece quando l'area venne soprelevata di circa1,40 m, certamente in seguito a un incendio (probabilmente quello che distrusse gran parte della città nel111 a.C.). Fu allora messo in opera un pavimento unitario di tufo  che realizzò per la prima volta il collegamento dei tre templi allora esistenti in un unico complesso, probabilmente già allora recintato da un portico colonnato (del quale restano tracce sui lati nord e ovest dell'area).