Regio IV Templum Pacis Foro di Nerva la demolizione 

Restano visibili solo il nucleo informe del Tempio di Minerva (ben conservato fino all'inizio del XVII sec. e poi distrutto da papa Paolo V nel 1606 per costruire con i suoi materiali la fontana dell'Acqua Paola sul Gianicolo), sotto il quale passa un tratto della Cloaca Maxima, e le due celebri colonne superstiti del lato orientale (dette le «Colonnacce») con un tratto del muro di fondo, verso la Via Cavour. Sull'attico è scolpito un rilievo con la figura di Minerva, mentre sul fregio sono raffigurate varie scene di lavori femminili (Minerva notoriamente è la protettrice dell'artigianato) nelle quali si deve riconoscere il mito di Aracne. La leggenda narra la sfida tra l’abilissima tessitrice di nome Aracne e la dea Atena che consisteva a chi tesseva meglio la tela. Aracne scelse come tema della sua tessitura gli amori degli dei; il suo lavoro era così perfetto ed ironico verso le astuzie usate dagli dei per raggiungere i propri fini che Atena si adirò, distrusse la tela e colpì Aracne con la sua spola. Aracne, disperata, si impiccò, ma la dea la trasformò in un ragno costringendola a filare e tessere per tutta la vita dalla bocca, punita per l'arroganza dimostrata, nell'aver osato sfidare la dea.