Porte di Roma Porta Asinaria e San Giovanni

Papa Zaccaria (741-752) volle che fosse costruito dinanzi al prospetto principale del sovrastante palazzo vescovile un lungo portico sotto il quale passava un viottolo che conduceva all'ingresso principale della basilica e di qui alla porta Asinaria. Nel Medioevo per un lungo periodo la porta è chiamata anche «Bruciata» dopo l'incendio del Celio provocato nel 1084 dalle truppe di Roberto il Guiscardo. È murata per breve tempo intorno al 1404 a scopo difensivo per ordine di Ladislao d'Angiò, re di Napoli, ma la sua vera chiusura, preceduta dall'asportazione dei blocchi di travertino del fornice e della soglia, avviene sotto il pontificato di Pio IV (1560-65) per i continui interramenti a cui da sempre è sottoposta. Abbandonata, e sempre più sepolta dai continui smottamenti del terreno, è fatta murare definitivamente da Gregorio XIII nel 1574 per sostituirla con una nuova porta che vuole edificata subito poco distante, e che intitola alla vicina basilica di S. Giovanni.