Porte di Roma Porta Maggiore

La porta Maggiore custodisce in realtà solo pochi resti di ciò che era; quello che soprattutto è rimasto è l'imponente monumento onorario che Claudio (52 d.C.) volle eretto sugli archi del suo acquedotto nel punto in cui scavalcavano le due vie Prenestina e Labicana ad onore e memoria della sua grande impresa edificatoria. Per aumentare l'aspetto grandioso del suo monumento, Claudio lo volle strutturato in forma di arco trionfale a due fornici (ognuno di m 6,35 di luce e 14 metrid'altezza). Un monumento scandito da sei colonne rustiche binate fra loro per formare altri tre archi minori; quelli ai due estremi sono coronati da un grosso cornicione, quello centrale è inserito in un'edicola monumentale. Per un maggiore effetto scenografico fece poi in modo che il pilone interposto fra le due arcate principali coincidesse con il punto di biforcazione delle due strade; la Prenestina usciva da Roma passando sotto l'arco di destra e la Labicana sotto quello di sinistra.  Nei blocchi di travertino di tutta la zona  inferiore c'è una strana esasperata ricerca del rustico e dell'incompiuto   in netto contrasto con la levigatezza della zona superiore suddivisa in tre fasce da quattro cornicioni. La superiore incorpora lo speco dell'Aniene Nuovo e reca l'iscrizione di Claudio, la mediana corrisponde allo speco dell'acqua Claudia e reca l'iscrizione del restauro di Vespasiano, l'inferiore è il basamento degli acquedotti e reca l'iscrizione dei restauri di Tito.