Porte di Roma Porta Tiburtina o Porta San Lorenzo

 Per tutto il Seicento grandi disegnatori come il De Paoli (1623), il Maggi (1625) e il Tempesta (1693) rappresentano, esaltandolo, quel nuovo centro urbano e architettonico per sottolineare le grandi innovazioni di Sisto V ed esaltare in un facile confronto gli antichi e i nuovi «mirabilia»: l'arco trionfale di un imperatore e quello difensivo di un grande papa. Negli accurati disegni di rilievo è interessante osservare ciò che oggi è difficile, in alcuni casi impossibile, vedere per lo stato di degrado e di incuria in cui versa tutta l'architettura. Sono le grandi iscrizioni di Augusto, oggi quasi totalmente scomparse, sono i rilievi accurati delle cornici superiori e dei bassorilievi dei due bucrani, che compaiono oggi molto abrasi; sono le forme e la collocazione dei merli cuspidati del fronte esterno, che nelle vedute del Gell (1820) e del Rossini (1829) appaiono sbrigativamente ristrutturati e inseriti in un'alta, sproporzionata nuova merlatura in cotto, e che oggi sono totalmente rifatti fra ciò che resta del muretto ottocentesco.