Porte di Roma porta Pia e porta Nomentana

La Porta Nomentana risale all'originaria cinta muraria realizzata tra il 270 e il 273 dall'imperatore Aureliano; nel 403 venne restaurata, insieme alla vicina porta Salaria, da Onorio. La sua torre originaria destra, semi circolare è ancora visibile mentre la sinistra ha incorporato la tomba di Aterii, un famoso oratore della corte di  Tiberio. Nel corso del restauro di Onorio la torre venne rivestita utilizzando il marmo del sepolcro. Da un documento del 1474 risulta che il prezzo d'appalto, per la riscossione dei pedaggi, per la porta Nomentana, era pari a ”fiorini 24, soll. 47 per sextaria” (“rata semestrale”); si trattava di un prezzo abbastanza basso, ed altrettanto limitato doveva essere quindi il traffico cittadino per la porta. Durante il papato di Pio IV, infatti,  la porta Nomentana aveva perso la sua funzionalità, dato il riassetto urbanistico viario, per cui l'uscita dalle mura venne  spostata di un centinaio di metri rispetto alla vecchia porta. La nuova porta fu eretta per volere di Pio IV, a pochi metri dalla porta Nomentana, che venne murata dallo stesso papa nel 1564. Il progetto della porta nuova è affidato a Michelangelo e la realizzazione a Giacomo del Duca che comincia a farla erigere nel giugno del 1561. L’ultimo tratto della via Nomentana fu fatto deviare per essere raddrizzato e poter creare un lungo grandioso asse stradale come fondale della strada Pia, l'odierna via XX Settembre. Ma tre anni dopo, a costruzione quasi ultimata, i lavori sono interrotti per la morte del Buonarroti e del pontefice, e porta Pia rimase incompleta per quasi tre secoli. Nel 1861 riprendono i lavori ad opera di Virgilio Vespignani che in forme neoclassiche  ristruttura la facciata verso l'esterno della città e  ricostruì in alto l'arme danneggiata di Pio IV, opera di Jacopo del Duca, fiancheggiata da due angeli scolpiti da Nardo de Rossi nel 1534; fu terminata nel 1869, esattamente un anno prima dell'avvenimento che rese famosa questa porta.