Quartiere Appio Latino Fontane di Roma Fontana di Pianoscarano Piazza Tuscolo Edificio dell'IACP civ. 5

Edificio dell'IACP, civ. 5, Fontana di Pianoscarano. Il cortile dell'edificio dell'Istituto Autonomo Case Popolari è arricchito da una bella fontana a fuso, tipica del viterbese. È, infatti, la copia di quella di Pianoscarano che si differenzia dalle altre simili sia per una più abbondante decorazione e sia per il fuso che si eleva dal centro della vasca non con la tradizionale forma ovoidale ma con la forma di edicola esagonale adorna di caratteristici fregi. L'originale viterbese ricorda la famosa rivolta della popolazione in seguito all'episodio del cagnolino lavato nell'acqua della sua vasca da uno dei domestici della corte papale di ritorno da Avignone (1367). “Un giorno, uno dei servi del cardinale francese Carcassona, si mise a lavare il proprio cane nell'acqua della fontana. Una donna del quartiere fece le sue rimostranze visto che quella era l'unica acqua potabile del quartiere, dei servi francesi insolentirono la donna e gli abitanti di Pianoscarano accorsero in sua difesa. Nella rissa che seguì la donna fu uccisa. Divampó una lotta furibonda fra i Viterbesi da una parte e i servi e gendarmi della corte papale dall'altra.

La popolazione inferocita assalì le abitazioni dei cardinali devastandole e offendendo i porporati. In soccorso del pontefice accorsero rinforzi da numerosi paesi limitrofi; Viterbo fu costretta a chiedere la pace. La reazione papale fu durissima: 10 ribelli vennero impiccati, altri cinquanta viterbesi furono imprigionati, le case dei capi della sommossa distrutte, demolite le torri cittadine fino all'altezza dei tetti, demolita la fontana all'origine della rivolta. Era previsto anche l'abbattimento delle mura che circondavano il quartiere, tale ordine però non fu attuato, i cardinali fecero presente al papa che l'aiuto di Viterbo era stato fondamentale al cardinale Albornoz per riconquistare alla chiesa molti territori ed in virtù di ciò le mura furono risparmiate.”

La fontana, pur risalendo al XIII secolo, presenta oggi forme tardo-gotiche dovute al rifacimento della struttura originaria distrutta in quella circostanza. E nel cortile di piazza Tuscolo se ne può ammirare, in misura ridotta, la fedele riproduzione.